La qualità dell’olio comincia dalla raccolta delle olive: si parte dagli ogliarola

La qualità dell’olio comincia dalla raccolta delle olive: si parte dagli ogliarola

COSÌ HA INIZIO LA STORIA DEL NOSTRO OLIO D’OLIVA EXTRAVERGINE PUGLIESE

Perché aspettare quando si può privilegiare la qualità alla resa? Questa la domanda dei nostri saggi ulivi Ogliarola. Chi più di loro, infatti, sa quando è il momento giusto per raccogliere le olive e ottenere l’olio extravergine novello migliore?
Così ci siamo messi subito all’opera e abbiamo cominciato a “spettinare” gli olivoni secolari. Alcuni erano più contenti, altri meno, ma solo perché più vanitosi…

Il “pettine”, o abbacchiatore, è montato su una macchina semovente che accarezza tutti i lati dell’olivo per 10-15 minuti circa, facendone così cadere i frutti. Ad accogliere le olive al momento della caduta ci siamo noi che movimentiamo le reti adibite alla raccolta e posizionate alla base degli alberi; poi le carichiamo nelle cassette e le scarichiamo nel rimorchio del trattore. Siamo già in 8-9 a occuparci degli ogliarola ma chiunque altro voglia raggiungerci è il benvenuto: ai nostri alberi, così come a noi, piace molto stare in compagnia!
Con questi ritmi riusciamo a dedicarci a circa 40 ulivi al giorno per cinque giorni (dal 2 al 7 novembre), raccogliendo 300 quintali di olive.

COME SARÀ OLEO, IL NOSTRO OLIO D’OLIVA NOVELLO

I nostri ulivi hanno molta fiducia in noi, perché hanno visto con i loro “occhi” che non abbiamo usato diserbanti e pesticidi nei campi e che stiamo lavorando in regime di passaggio al biologico. Ci siamo attivati perché le olive giungano al frantoio subito dopo la raccolta: è fondamentale, per ottenere un prodotto all’altezza delle aspettative dei nostri amici, che arrivino lì entro poche ore. Al frantoio, poi, vengono preparate per la frangitura e per la spremitura a freddo.
Alla fine del loro breve viaggio le nostre olive diventano un fantastico olio pugliese, ricco di fragranze, dal colore verde torbido perché non filtrato. Oleo, monocultivar di ogliarola con acidità pari o inferiore a 0.2, verrà conservato in fusti di acciaio in assenza di ossigeno.
Al primo assaggio, e ancora a lungo, non potremo fare a meno di ringraziare la terra e gli alberi che hanno dato origine a tutto ciò.