Impariamo a riconoscere un buon olio extravergine d’oliva

Impariamo a riconoscere un buon olio extravergine d’oliva

Una piccola guida per destreggiarsi nel mondo degli EVO di qualità

Ultimamente siamo stati bombardati da tante notizie e informazioni sull’effettiva qualità dell’olio extravergine di oliva e da produttori che, purtroppo, hanno spacciato come eccellente un prodotto che non lo era affatto.

Questo un po’ ci rattrista, perché crediamo fortemente nella totale trasparenza verso i consumatori visto che (e ricordiamocelo sempre) noi stessi siamo consumatori, alla fine. Per queste semplici ragioni, abbiamo deciso di fare chiarezza una volta per tutte sull’argomento, sicuri di fornire un prezioso contributo per i nostri cari lettori e utenti.

E allora cominciamo subito a riconoscere un buon olio extravergine d’oliva, la tipologia più pregiata secondo quanto stabilito dalla normativa europea.

Come riconoscere un vero olio EVO dall’etichetta

Come più volte abbiamo ripetuto, la qualità e le caratteristiche di un olio extravergine d’oliva che possa considerarsi tale dipendono dalla lavorazione delle olive. La spremitura a freddo, che va assolutamente indicata nell’etichetta del prodotto, garantisce l’integrità dell’aroma e delle sue componenti nutrizionali e non deve essere superiore ai 27°.

Altra informazione fondamentale è la dicitura “100% prodotto italiano”: ci dice che le olive utilizzate per la sua realizzazione devono essere state coltivate in Italia. Un dettaglio, questo, non da poco perché utile a verificarne la tracciabilità.

Quando leggete l’etichetta, occhio anche a polifenoli, perossidi e acidità. I primi sono degli antiossidanti utilissimi per la prevenzione di molte malattie e ritardano l’invecchiamento; quindi, all’aumentare del loro valore (espresso in mg/kg), aumentano anche le proprietà benefiche dell’olio stesso. In genere, i valori di un buon EVO non devono scendere sotto i 150 mg/kg. I perossidi, invece, indicano la degradazione dell’olio appena imbottigliato e il loro numero non deve essere superiore a 20. Infine, l’acidità non deve andare oltre il valore dello 0,8%, per legge.

Olio extravergine d’oliva: una questione di fragranze…

Quando aprite una bottiglia di vero olio extravergine, ciò che dovete sentire subito è un profumo di natura e di olive fresche, quasi fruttato. Questo indica che le olive stesse, lavorate appena frante, conservano ancora le loro proprietà organolettiche naturali e non hanno, quindi, cominciato il processo di fermentazione.

…di gusto…

L’olio evo di qualità ti colpisce al primo assaggio, perché sprigiona tutta la sua personalità. Subito si avverte sul palato un leggero pizzicore, qualche nota di amarognolo e un gusto fruttato, a seconda della qualità delle olive utilizzate. Decisamente inconfondibile, rispetto ad altri oli definibili “piatti”.

… ma non di colore!

Questo non è assolutamente un indice attendibile di qualità, piuttosto definisce il livello di maturazione dell’olio. Succede, infatti, che il suo colore sia verde intenso appena spremuto, per poi diventare dorato con il passare del tempo, senza intaccarne la qualità!

Anche il prezzo dell’olio conta

Per ottenere un prodotto davvero di qualità e davvero extravergine bisogna realizzarlo con cura e con attenzione, sin dalla raccolta. Tutte le azioni che vi abbiamo raccontato e che rendono un olio un vero EVO, hanno un costo. Per questo bisogna diffidare di oli extravergine offerti a prezzi troppo bassi. Come dice Alberto Grimelli, Direttore Responsabile di Teatro Naturale, sito di riferimento per l’olio di oliva, “sotto gli 8 euro al litro difficilmente si tratta di olio italiano della nuova campagna olearia”. Lasciamo a voi immaginare cosa possa contenere una bottiglia di extravergine venduta a 3 – 4 Euro. Per farvi un’idea, vi consigliamo di vedere questo video realizzato dalla trasmissione “Presa Diretta”: