Le potenzialità dei droni nell’agricoltura spiegate dal nostro amico “robottino”

Le potenzialità dei droni nell’agricoltura spiegate dal nostro amico “robottino”

Intervista a Olèdron, il drone mascotte della masseria

La tecnologia al servizio dell’agricoltura può dare grandi risultati: lo dicono gli esperti del settore, ingegneri, studiosi… ma nessuno si preoccupa di chiedere il parere dei veri protagonisti degli ultimi anni, i droni! Abbiamo così deciso di dare la parola al nostro amico Olèdron, che ha girato per noi il video “Volare, Volere, Olère” e che fa parte della famiglia Olère da un anno.

Ci è sembrato molto felice di poter esprimere il suo punto di vista.

Caro Olèdron, parlaci di quali benefici siete in grado di portare voi droni nel settore agricolo.

Innanzitutto grazie per avermi interpellato: è bello lavorare con chi ha voglia di ascoltarti! Sono molto aggiornato sull’argomento e mi fa piacere parlarne. Siamo nati circa 80 anni fa in ambito militare, e allora nessuno comprese a fondo cosa avremmo potuto fare: pensate, ci utilizzavano principalmente come bersagli per le esercitazioni! Oggi, per fortuna, la situazione è completamente diversa: lavoriamo nel campo dell’architettura, della topografia e, naturalmente, nell’agricoltura. In particolare veniamo impiegati per classificare i tipi di vegetazione, monitorandone lo stato di salute, e per creare mappe per la concimazione di precisione. Siamo in grado di identificare le colture, di cui rileviamo densità, stato fitosanitario, contenuto di umidità, tipo di vegetazione e stadio fenologico.
Possiamo inoltre essere utilizzati per studiare le aree oggetto di incendi, in passato o in tempo reale, e per localizzare le discariche abusive. Bello vero?

Davvero straordinario, dobbiamo ammetterlo. Hai sentito parlare di qualcuno che ha già impiegato i droni nelle coltivazioni?

Sì, certo! Già dal 2009 collaboriamo alla gestione automatizzata di alcuni vigneti in Piemonte. Grazie al wi-fi, alle interfacce user-friendly e alle applicazioni per dispositivi mobili comunichiamo molto bene con computer, tablet, smartphone. Con i nostri sensori, quindi, raccogliamo i dati da inviare a un centro di elaborazione, aiutando agronomi ed enologi a prendere le decisioni giuste. E poi, modestamente parlando, siamo bravissimi a produrre immagini multispettrali ad alta risoluzione!

E per quanto riguarda l’agricoltura biologica, cosa possono fare i droni?

Ecco, mi è capitato pochissimo tempo fa di leggere un esperimento innovativo di alcuni miei “fratelli” friulani: per combattere la piralide, un parassita che distrugge il mais, hanno cosparso di uova di trichogramma un terreno. Volando a 40 chilometri orari, in poco tempo hanno rilasciato ovetti di cellulosa contenente questo insetto, eliminando il problema senza utilizzare i pesticidi, e agli stessi costi. Sembra incredibile, ma è davvero così!

Va bene, allora adesso è il turno della Masseria Olère in Puglia di usare i droni…

Con il video abbiamo già fatto un bellissimo esperimento. Non vedo l’ora di tornare in azione per mettere alla prova tutte le mie potenzialità. Quando saremo pronti ne daremo notizia sul blog, giusto?

Puoi scommetterci, Olèdron!