Abbiamo deciso di investire negli Oliveti: “Caro Emiliano adesso devi difenderci.”

Abbiamo deciso di investire negli Oliveti: “Caro Emiliano adesso devi difenderci.”

Massera agricola olere a sostegno del paesaggio e della produzione

Si è proprio arrivato il momento di parlare e rivendicare interventi tempestivi ed efficaci.  Il nostro articolo oggi sul Corriere del Mezzogiorno.

“Vorremmo avere voce e denunciare il rischio conclamato di distruzione del più antico paesaggio agrario del mondo, e patrimonio dell’intera umanità. Ci chiamiamo Olère e siamo una giovane azienda agricola a conduzione familiare composta da due genitori architetti e due figlie studentesse, una, ingegnere meccanico e l’altra liceale, tutti innamorati del paesaggio degli ulivi monumentali, della terra rossa , dell’aria ricca di profumi e del suo “popolo di formiche”.

“Sino a pochi anni fa il territorio di Ostuni era solo un meraviglioso luogo di villeggiatura legato alle origini pugliesi di uno di noi. A poco a poco tutti ci siamo così legati a questo paesaggio da avventurarci nel progetto di un’azienda agricola proprio, tre anni fa, non sapevamo nulla della xylella, e nonostante fosse già iniziata la strage tutti tacevano.

Ora purtroppo arrivato il tempo di parlare di qualcosa che sino ad oggi anche noi abbiamo cercato di scacciare dai nostri pensieri. Non volevamo credere che il nostro investimento in un meraviglioso paesaggio agrario di olivi secolari e millenari ad Ostuni potesse essere messo a rischio estinzione.

Il rischio esiste e, dopo esserci informati attentamente, dobbiamo riconoscere che esistono dei gravi ritardi, parliamo di anni, dei gravi errori e delle gravi inadempienze istituzionali. Chiediamo all’informazione di essere vigile e a tutte alle aziende agricole pugliesi e non solo, di iniziare a nominare il male xylella, senza timori di ritorsioni nell’immagine dell’olio extravergine di Puglia, e soprattutto di iniziare a rivendicare con forza una politica tempestiva ed efficace, che rimedi quanto prima a tutti gli errori fatti.

Come singola Azienda Agricola iniziamo a chiedere alla Regione Puglia come tutelare i nostri alberi secolari e millenari tutti numerati dalla stessa Regione. Dovremmo forse pensare che sarebbe più sicuro vendere i nostri olivi piuttosto che vederli eradicare e morire? Oppure chiedere di trasportarli in terreni più sicuri? Chi ci trova i terreni? Chi ci trova le soluzioni?”